Alessandra Cascino

scrivo, leggo e correggo

8 Marzo 2021 dovremmo aver fatto progressi...

...ma a un anno dall'inizio della pandemia che ha sconvolto le nostre vite catapultandoci in un tempo sospeso fatto di chiusure e privazioni, difficoltà gestionali sul piano lavorativo e su quello personale, ci ritroviamo in questi giorni a far fronte a un terribile dejavu: scuole chiuse, didattica a distanza, smart working per chi può e bambini e ragazzi pronti ancora una volta a farsi carico della situazione. Si è parlato molto di loro con diverse iniziative, ma non mi pare abbiano avuto il seguito sperato. Per mesi in questo nuovo anno scolastico ci siamo illusi che le elementari non avrebbero mai chiuso, che bambini così piccoli al loro primo approccio con la vera scuola avessero bisogno di presenze più che di distanze...e invece come una doccia fredda e implacabile ecco la chiusura di giovedì scorso e l'abbandono totale. Parlo di abbandono perché come sempre a farne le spese saranno le famiglie. I bambini per seguire dovranno stare a casa e, se sono fortunati, beneficeranno di uno dei genitori in smart working (come se si potesse lavorare e badare a un bimbo allo stesso tempo, l'essere multitasking dovrebbe aiutare, ma non dimentichiamo che spesso è prerogativa solo femminile) e il resto?! Qualche giorno fa proprio una donna mi ha chiesto se sarei riuscita a organizzarmi con il lavoro in caso di chiusura delle scuole, ancora ieri e oggi altre donne mi hanno fatto la stessa domanda. Leggendo che la didattica in presenza sarebbe stata garantita ai lavoratori di servizi essenziali, ho sperato con tutta me stessa che potesse valere anche per noi. Ma oggi una circolare di chiarimento ci ha avvisati che la didattica in presenza sarà solo per le categorie fragili e i figli di entrambi i genitori impegnati nel campo sanitario. Praticamente tutti e nessuno. E chi si sacrificherà? Naturalmente noi donne per prime, chi si fermerà a casa, avrà se lo approveranno, un congedo al 50% nei casi più fortunati, alla peggio resterà a casa senza rinnovo del contratto. Oggi è l'8 marzo e un anno di pandemia non ci ha insegnato che per sopravvivere bisogna investire sul futuro avendo cura di chi genera e chi viene generato. Oggi è l'8 marzo e noi donne siamo nuovamente in ginocchio, e non venite a dirmi che è la nostra festa. Absolutelyfrivolous

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