Alessandra Cascino

scrivo, leggo e correggo

Il nostro primo anno di asilo

Mi hanno sempre detto che il tempo quando si diventa genitori vola, ed è una di quelle verità tautologiche, di cui, non appena entrati nella categoria di mamma e papà ci si confronta ogni giorno.

#didascaliaDavide in fasce#

Non si fa in tempo a trovare il latte giusto, la routine della nanna, calmare le crisi di pianto delle colichette, che ci si ritrova, in giro per casa, un omino con una forte personalità, una grandissima vivacità e un pannolino da togliere.

#didascaliaUno dei tanti cambio pannolino#

Un'altalena di emozioni, di sorrisi, di scoperte, di conquiste e perfino un pizzico di malinconia, come quando ci si ritrova tutto ad un tratto a preparare lo zainetto per il nido. Su questo ero sempre stata un po' integralista: lavoro da casa e non c'è ragione che tu vada all'asilo prima dei tre anni. Sbagliavo. L'anno scorso dopo le vacanze estive in compagnia di tanti bimbi e dei cuginetti, Davide tornato a casa si sentiva spaesato e solo, così, abbiamo provato a iscriverlo a una scuola privata per l'infanzia. Ha pianto ogni giorno tutte le mattine, e noi nel lasciarlo ci siamo sentiti ogni volta dei pessimi genitori. Però si è divertito un mondo, ha imparato tante cose, è cresciuto e noi con lui. Perché diciamocelo, il distacco è difficile per tutti, non solo per i bambini, e per questo motivo i genitori dovrebbero prendersi del tempo, elaborare quanto di nuovo sta accadendo, imparare a gestire le emozioni che questo cambiamento porta al menage familiare. E invece no, noi per molto tempo ci siamo dibattuti sull'effettiva utilità di mandarlo al nido. Riuscendo a rilassarci solo quasi a fine anno. Purtroppo o per fortuna, essere neogenitori significa anche non conoscere molte cose, ma averne semplicemente un'idea per il fatto stesso di essere stati bambini. Appunto sui ricordi della mia infanzia e di quella di mio marito, ho voluto riflettere per far in modo che anche mio figlio fosse sereno e che un giorno potesse pensare a questo periodo come uno dei più belli della sua vita. Non è stato sempre facile perché dall'altro lato non hanno mai capito fino in fondo, cosa volesse dire, vivere soli noi tre in una nuova città senza aiuto alcuno. Io e mio marito siamo stati per moltissimo tempo tutto il mondo di Davide, che giustamente, giunto tra le braccia delle tate si è sentito triste e spaesato. Ma con i suoi tempi è riuscito a superare il distacco e correre felice dai suoi amichetti.

#didascaliaNoi tre#

In fondo, ogni bimbo ha i suoi tempi e sono convinta che anche per i genitori sia così: il tuo primo anno di asilo lo ricorderemo come il nostro primo anno di asilo perché è stato proprio così, noi tre mano nella mano dal primo giorno verso il nuovo di tutto, può far paura, ma è meraviglioso.

Quello che voglio condividere su questa esperienza è che non bisogna aver paura di crescere, né ansia per la capacità di adattamento, bisogna solo essere calmi e stare sereni, e se si ha voglia, fa bene anche piangere per scaricare la tensione. Io le lacrime le ho trattenute quasi tutto l'anno, per farle scendere a fontana il giorno della festa a scuola, mi fossi sciolta prima sarebbe stato meglio. Avrò imparato la lezione?

#didascaliaUltimo giorno di nido e consegna diplomi#

Seconda cosa, non meno importante: "tutti i grandi sono stati bambini una volta", questa frase del Piccolo Principe di Antoine de Saint Exuperý, voglio leggerla a me e voi come memento per utilizzare la nostra esperienza da bambini per i nostri figli. Perché pare che oggi serva solo essere esperti sulla carta.

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