Alessandra Cascino

scrivo, leggo e correggo

I figli della notte

Tutti, più o meno una volta nella vita, ne abbiamo incontrato uno, salvo essere noi stessi uno di loro, cosa non molto semplice dato che per far parte de "I figli della notte" bisogna essere ricchi, potenti, spietati e ambire alla perfezione. Come? Senza una famiglia, se non sulla carta, completamente abbandonati a se stessi in un collegio fortezza in Alto Adige: niente connessione a Internet e telefonate solo la sera per mezz'ora. Compiti difficili, formazione aziendale, e nella notte soprusi dagli studenti più anziani, sotto gli occhi vigili di rettore e professori, che negano, ma sanno tutto. Qui viene portato il diciassettenne Giulio (Vincenzo Crea) sua madre è molto impegnata col lavoro e viaggia di continuo, non può prendersi cura di lui; che invece in questo collegio potrà ricevere la formazione migliore e se prenderà buoni voti, forse un viaggio con lei. È spaventato Giulio, non capisce molto di quello strano microcosmo, ma ben presto comprende che se vuole sopravvivere deve unirsi a qualcuno - come ci ricorda Aristotele "l'uomo è un animale sociale" - e cercare di evadere, seppur per brevi fughe notturne, assieme all'amico Edoardo (Ludovico Succio), una personalità border line, che portandolo di notte nel bosco gli fa conoscere la prostituta Elena (Yuiliia Sobol). Entrambi credono di muoversi alle spalle della scuola, che invece vigila su tutto, anche questo alla fine fa parte dell'offerta formativa.

"I figli della notte" è l'opera prima di Andrea De Sica - nipote del grande Vittorio e figlio di Manuel - già conosciuto per diversi cortometraggi, come L'Esame e L'Inferno sono gli altri. Il film, presentato all’ultimo Torino Film Festival, al BIFF di Bruxelles e al BIFEST 2017, esce nelle sale il 31 maggio, e io, che ho avuto la possibilità di vederlo, l'ho trovato quasi una favola, come lo ha definito lo stesso regista, che ne è anche l'autore, e lo ha scritto partendo da una sua breve esperienza in collegio e dalle amicizie fatte al liceo con ragazzi problematici.

"L’idea del film è legata ai miei anni del liceo e ad alcune persone che hanno segnato la mia vita. Questi incontri sono stati la spinta per provare a raccontare un universo giovanile che mi sembrava poco esplorato. La situazione estrema di un collegio è la chiave che ho scelto per confrontarmi con uno dei sentimenti più forti che un adolescente possa sperimentare: l’abbandono. Ho immaginato una favola nera: una storia di formazione o meglio di ‘deformazione’. I sentimenti più profondi dei protagonisti mi hanno portato nel mondo dei sogni, degli incubi, utilizzando le suggestioni dell’horror come genere che affronta aspetti della mente umana altrimenti intraducibili per immagini», ha dichiarato Andrea De Sica nel corso della Conferenza Stampa.

Da madre di un figlio maschio, non è stato facile vedere questa pellicola, ma ripensando all'adolescenza, una fase tanto delicata quanto importante per la formazione di una persona, ho provato una forte vicinanza verso i due protagonisti, che come tutti, anelano il rapporto coi genitori, ma vengono respinti senza ragione alcuna, se non quella di diventare "i dirigenti del futuro"'.

Lo scenario cupo e quasi sempre al buio del film, richiama l'atmosfera de "L'isola della paura" di Dennis Lehane, poi diventato il film "Shutter Island" diretto da Martin Scorsese; ci sono continui rimandi alla letteratura, tracce de "Il giovane Holden" di Salinger, ma anche la storia di un'amicizia come racconta Fred Uhlman ne "L'amico ritrovato".

"I figli della notte" è un film drammatico prodotto da Vivo film e Rai Cinema in coproduzione con Tarantula ed è distribuito da 01Distribution.

Se vi ho incuriosito, cercate la sala a voi più vicina per vederlo e farmi sapere cosa ne pensate.

Un ringraziamento speciale, va a Ornella Sprizzi aka @mammamatta per avermi permesso di prender parte alla proiezione.

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