Alessandra Cascino

scrivo, leggo e correggo

Il mestiere che nessuno ti insegna

Se guardo indietro e penso a tutte le volte che mia madre, riferendosi a se stessa e alla sua condizione di mamma, in preda a qualche preoccupazione, mi ha detto: "un giorno capirai..." - non posso fare altro che dire "caspita come aveva ragione! come ha ragione! - eppure prima non glielo avrei mai detto, anzi, ero sicura che io non sarei stata così, o non avrei fatto, detto, pensato come lei con me, con noi...e invece...

...sono qui e penso che il mestiere di madre nessuno te lo insegna, lo impari sul campo, lottando, ogni giorno, con cose nuove da imparare, cose da insegnare, senza esagerare, senza essere troppo buona, ma non troppo permissiva, dolce, amorevole, gentile, perché tuo figlio capisca che è così che si tratta con la gente, ma anche, che certe volte l'agnello deve diventare lupo, perché altrimenti finirà per soccombere. Ecco questo riesce difficile a me, per cui non so quanto riuscirò a farlo capire a lui. Di una cosa sono certa, provo e proverò a fare del mio meglio, e come sempre, ci sono giorni in cui sembra che io non abbia fatto altro, che sappia muovermi alla perfezione in questo ruolo, altri in cui non so proprio come comportarmi, cosa decidere, cosa sia meglio. Già il meglio per mio figlio, una cosa a cui pensiamo fin dalla loro comparsa nelle nostre vite, e a cui continuiamo a pensare tutti i giorni: "sarà la cosa giusta?. La saggezza popolare dice che una madre sa sempre cosa fare per un figlio, che non c'è pianto, sconfitta, ferita, malessere che il suo abbraccio non possa curare. A volte sono convinta sia così, altre...un grande punto interrogativo campeggia intermittente sulla mia testa. Così, per tutte le volte, che mi sento leonessa e tutte quelle in cui mi sento vulnerabile come una gazzella, penso che se mio figlio è felice e sereno, forse sto facendo la cosa giusta e un giorno questo sarà ripagato.

Una menzione speciale, va poi, a quelle, come me, che sono mamme a partita iva. Agli occhi degli altri, essendo lavoratrici autonome, abbiamo molto più tempo da dedicare a famiglia e figli, in realtà sgobbiamo come le tutte le mamme, con la differenza, che quando dovremmo stare spensierate coi nostri bimbi, molto spesso dobbiamo anche pensare a scadenze e deadline che ci impongono quei clienti che ci trattano come loro dipendenti, salvo sparire all'approssimarsi del dovuto. Questo per dire:-non invidiateci, siamo tutte sulla stessa barca.

Buona festa della mamma a tutte le madri come me, a quelle che lo saranno, a quelle che vorrebbero, ma anche a quelle che pensano di non essere tagliate a farlo: siate voi stesse e non sbaglierete.

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