Alessandra Cascino

scrivo, leggo e correggo

MODA: il genio non va mai in vacanza

Da quando, l'anno scorso, ho visto per la prima volta le creazioni di Robertina Manganaro sono rimasta molto colpita (ve ne ho parlato qui). La cura per i dettagli, già visibile in foto, e la novità nei materiali mi hanno spinta a saperne di più. In questi giorni, in occasione dell'apertura del suo nuovo show room a Milano, ho avuto modo di intervistarla e conoscere i suoi abiti più da vicino.A segnare l’iniziodella carriera di Robertina (nel 1995) nello sfavillante mondo della moda è stata una sfilata inpiazza San Carlo a Milano. Città moderna, eclettica e in continuo fermento, dovequalche anno prima aveva deciso di trasferirsi per realizzare il suo sogno. Ecco come si racconta una delle stiliste più interessantidel panorama italiano, dopo 7 anni di assenza dalle catwalk e un nuovo ritornocon l’apertura dello show room in Via Gesù a Milano.

Robertina ManganaroD: Da Milano come si è evoluta la tua professione? Cosa èsuccesso dopo?R: “ Da lì ho partecipato alle kermesse di moda di Milano, Roma,Parigi, viaggiando molto e seguendo le mie clienti in ogni posto in cui mi trovassi”.D: Qual è l’essenza di questo lavoro?R: “ Questo è un mondo fatto di numerosi sacrifici, la moda èarte e lo stilista è un’artista, la sua magia oggi sta nel far sentire una donnabella con indosso un suo vestito”.D: A cosa si ispira la tua ultima collezione autunno inverno2014? (presentata a maggio dello scorso anno ndr.)

R: “ La mia ultima collezione è un romantic rock, lapossiamo definire anche un bon ton chic, che passa dalla decisione del nero alcipria impalpabile con una punta di blu e verde su alcuni capispalla. Nellescelte sono un po’ la dama degli opposti: mi piace accostare chiffon e pellamiesotici, unire il peso del neoprene alla leggerezza del tulle di seta”.

D: Hai numerose clienti in tutto il mondo. Quanto occorreper creare un abito su misura?R: “ I tempi di lavorazione variano a seconda delle esigenze,solitamente faccio fare almeno 3 prove prima di completare un prodotto. Le mietaglie partono dalla 34 francese (38 italiana) fino alla 40 francese (44italiana)”.

D: Quando e perché hai deciso di allontanarti dalla moda?R: “ Non mi sono allontanata, ho semplicemente fatto unapausa, che c è stata e non c è stata: perché in questi sette anni di assenza hocomunque continuato a seguire le mie clienti in giro per il mondo. Io vivo tutt’oratra Milano e Parigi, mio marito vive in Medio Oriente, per cui ho avuto modo divestire donne di tutte le culture.Il mio allontanamento è stato per crescere, per maturare dalpunto di vista dello stile. Poi ad aprile dello scorso anno mi sono svegliata eho detto: “ Sì torniamo!” – e da lì è nata la mia nuova collezione. La crisi globale che sta attraversando ormai da tempo tuttii campi, ci pone a riflettere sul nostro ruolo e su quello della gente, cheimpotente può solo fare da spettatrice. Ma come si può esprimere un giudizio suuno spettacolo che ancora deve andare in scena? Le scelte sono due, si puòcontinuare a lavorare accontentandosi e aspettando che il peggio sia passato,oppure si può aspettare che la tempesta sia passata e fare la propria antre. Ioho optato per questa seconda opzione, possiamo dire che ho aspettato l’ondagiusta”.D: Da cosa trai maggiormente ispirazione?R: “ Ho sempre avuto una vita molto tranquilla e sonoconvinta che la cura degli affetti personali sia una delle componentifondamentali di una persona. Ma come ho già detto vivo tra Milano e Parigi,viaggio molto, spesso sono a New York, ma infine trovo la mia dimensionepersonale immersa nella natura, il mio amore per essa e per gli animali èviscerale. La creatività spesso ti fa volare e non sempre si può fare,bisogna anche tenere i piedi per terra. Per riprendere contatto con il mio latoconcreto, opposto a quello glamour e festoso, amo occuparmi della mia famigliae dei miei amici, cucinare, rifugiarmi in campagna. I paesaggi e la cura deglianimali riescono ad emozionarmi moltissimo: potrei rimanere ore ed ore ad ascoltareestasiata il suono delle lampare o un pastore che prepara la ricotta. Il lavoromanuale è per me quanto di più meraviglioso possa esistere. Questa è la vitache mi piace”.D: Hai un sogno nel cassetto?R: “ Mi piace molto la natura più selvaggia e mi piacerebbemolto vivere in Africa, chissà che un giorno io non lo faccia”.D: Quali sono le tue prossime mosse?R: “Adesso ho dato il via alla campagna vendite che si chiuderà il 21 marzo, dopodiché mi concentrerò sulla preparazione della collezione primavera/estate2015 che presenterò a settembre a Milano”.D: Se dovessi dare un consiglio a un giovane che si affacciaal mondo della moda, cosa diresti?R: “ Si tratta di un bellissimo mondo fatto di numerosisacrifici, bisogna essere disposti a farne per raggiungere il successo. Sepenso alla mia moda di vent’anni fa e a quella di oggi ne ho fatta di strada,sono cambiata molto. Direi che non bisogna mai accontentarsi e che non bisognapensare di essere arrivati”.

#didascaliaShow room Robertina ManganaroVia Gesù, 3 Milano#

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